mercoledì 29 settembre 2010

da "Quotidiano Economico Online"

Parere positivo dei Portuali "Questo accordo vuol dire futuro"

"Finalmente una buona notizia" dichiara Domenico Macrì, del coordinamento portuali SUL, in una nota stampa a seguito della firma romana dell'Accordo di Programma Quadro sull'attività portuale. "Aspettavamo con ansia la firma dell’accordo di programma quadro (APQ) - afferma Macrì -ed è arrivata. Gli investimenti previsti, che sfiorano i 500 milioni di euro, potranno contribuire a finanziare il sospirato tentativo di sviluppo dell’area portuale di Gioia Tauro. Non siamo abituati a fare plausi perché crediamo che i progetti di sviluppo rientrino tra i doveri istituzionali, ma siamo qui ad incoraggiare questa Giunta Regionale affinché si impegni per questa area anche nel futuro. Auspichiamo, inoltre, che cessino tutte le diatribe che hanno rallentato lo sviluppo e che finalmente si possa mettere la parola fine al percosso di approvazione del Piano Regolatore Portuale (PRP)". "Per quanto ci riguarda - prosegue la nota stampa dei Portuali -, con i nostri rappresentanti in seno al comitato portuale e come sindacato con le istituzioni, siamo pronti a mettere a disposizione il nostro impegno per lo sviluppo dell’area portuale". "Ci preoccupa, invece, il quadro nazionale – dichiara Salvatore Morabito, segretario nazionale SUL Porti – per il continuo allarme lanciato dalle aziende relativamente alla crisi di settore. Per quanto riguarda la nostra realtà ci preoccupa anche quanto è emerso all’Assemblea Nazionale di Assoporti dove si è manifestata la volontà dell’associazione di orientare l’attenzione verso i porti del nord Italia. Una posizione che riteniamo inaccettabile. E’ sicuramente vero che la portualità italiana soffre nella competizione globale, ma è giusto che il governo intervenga per creare condizioni di competitività in modo imparziale ed equo per tutte le realtà e con soluzioni che non vanno a colpire i lavoratori. L’APQ sottoscritto oggi (ieri per chi legge) rappresenta per Gioia Tauro la cosiddetta prova del nove e questa volta non potremo sbagliare. Sarà compito nostro - conclude Morabito – di tutti gli attori del sistema, sindacati, aziende, investitori, istituzioni e lavoratori dimostrare che anche in Calabria si può fare bene".

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