giovedì 24 novembre 2011

Gioia Tauro, incontro ieri per siglare un documento unico che impegnasse tutto il comitato portuale sui temi nevralgici per il porto

“Catalizzare nuovamente l’attenzione sulla crisi che sta investendo il porto di Gioia Tauro era l’obiettivo primario del sit-in organizzato ieri presso la sede dell’Autorità Portuale". Così esordisce - si legge in una nota stampa - Daniele Caratozzolo, segretario provinciale del SUL e componente del Comitato Portuale, che aggiunge: "Crediamo di esserci riusciti, soprattutto perché alla proposta di siglare un documento unico che impegnasse tutto il comitato portuale sui temi nevralgici per il porto si è registrata la piena disponibilità da parte di tutti i componenti: Autorità Portuale, Regione, Provincia, Comuni, Associazioni di categoria  e rappresentanti dei lavoratori intervenuti”. "La necessità manifestata - si legge ancora nella nota stampa - di riprendere complessivamente la vertenza Gioia Tauro per evitare il tracollo dello  scalo, a cominciare dal transhipment, ed al fine di rilanciare tutto il sistema porto pretendendo di dare attuazione immediata all’APQ sottoscritto da oltre un anno, ha portato il vicepresidente della Regione Antonella Stasi a convocare un Comitato Portuale già martedì prossimo a Catanzaro  presso la sede della Regione Calabria". "L’intento è proprio quello di proporre al nuovo governo Monti un documento programmatico unico, come da noi proposto  sottolineando che è la prima volta che un documento del Comitato Portuale diventa una proposta da sottoporre a livello nazionale –  aggiunge Domenico Macrì, segretario dei Portuali di Gioia Tauro e componente del Comitato Portuale -, documento sul quale i ministeri interessati devono lavorare per fornire le risposte che i lavoratori del porto attendono da diversi mesi".




Riceviamo e pubblichiamo anche la nota dei componenti del Comitato Portuale sul “Programma di sviluppo e richieste da avanzare al Governo”:
"Visto l’attuale momento di difficoltà dello scalo, che sembra aggravarsi per la mancanza di prospettive di ripresa dei volumi, almeno nel medio periodo, si propone di assumere l’impegno di avanzare formale appello al nuovo Governo Nazionale perché recuperi l’attenzione sulla portualità nazionale ed in particolare sullo scalo di Gioia Tauro, polmone dell’economia della Piana, dell’intera Regione e della Nazionale. Riteniamo indispensabile dover sollecitare, come Comitato Portuale, la definizione della legge di riforma dei porti italiani, ferma da tempo al Senato, puntando sull’autonomia finanziaria delle Port Authority. Bisogna chiedere una maggiore attenzione alle fiscalità di vantaggio verso gli imprenditori che scelgono di investire nel mezzogiorno, ma anche una riduzione delle accise negli scali di transhipment del paese. Anche se sul piano degli interventi infrastrutturali nel nostro scalo si stanno facendo notevoli passi avanti crediamo che, oltre a stigmatizzare il comportamento di Rfi che con il suo immobilismo sta bloccando lo sviluppo dell’intermodalità e il varo delle attività di logistica del retro porto, bisogna pretendere la promozione della competitività nella gestione e realizzazione dei progetti già finanziati non realizzati. Pensiamo che si deve avviare ogni possibile iniziativa per diversificare e incentivare le attività portuali nella consapevolezza che si dovrà ottimizzare, se sarà necessario, l’utilizzo delle banchine nel caso continui a persistere, nel breve periodo, la mancanza di prospettive certe da parte delle aziende terminaliste già concessionarie. A tale  proposito bisogna valutare ogni possibile iniziativa, per il bene della intera area portuale, per gli attuali e per i potenziali futuri lavoratori, contando anche sulla collaborazione degli attuali attori che operano a Gioia Tauro, per recuperare spazi già affidati e non sfruttati a pieno da utilizzare per tentare una gara internazionale che attiri nuovi possibili clienti nello scalo gioiese. Si rende necessario coinvolgere tutti: i Comuni, la Provincia, la Regione, la Camera di Commercio e le Associazioni di categoria per fare fronte comune e per trovare soluzioni fattibili e funzionali ad un nuovo progetto di sviluppo che rigetta le politiche assistenziali e punti sulla professionalità degli addetti, sulle immense aree a disposizione e sulla posizione strategica del nostro scalo". 


Quotidiano Economico Online 
www.calabriaeconomia.it

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