mercoledì 26 ottobre 2011

Medcenter, attesa per le "pagelle" Maersk, mercoledì si discute la revoca dei benefici. Lavoratori discriminati?


Un articolo di Alfonso Naso su "Gazzetta del Sud"

Gioia tauro


La Maersk, prima compagnia mondiale di navigazione, e socio della Medcenter al Porto di Gioia Tauro, ha abbandonato lo scalo calabrese nell'agosto scorso, ma a Gioia gli strascichi si avvertono ancora. È di queste ultime ore un'altra notizia, anzi un interrogativo che coinvolge gli ex dipendenti: esiste una disparità di trattamento operata dall'azienda nei loro confronti?

Tutto inizia quando, a seguito dell'impugnativa di licenziamento, la Servizi Marittimi Internazionali/Maersk ha chiuso le trattative stragiudizialmente, conciliando dinanzi alla Direzione provinciale del lavoro il 20 ottobre scorso con alcuni dipendenti, ovviamente dietro corresponzione di un rispettabile indennizzo. In quella sede avrebbero chiuso le trattative ricevendo un indennizzo anche i lavoratori che prima ancora di essere licenziati si erano dimessi. Uno degli ex dipendenti, però, ricorda che sono rimasti fuori dalle trattative alcuni lavoratori ai quali non è mai stata fatta alcuna proposta che consentisse di chiudere in modo pulito le trattative. Per questo sono già pronti i ricorsi al Tribunale del lavoro.
I lati oscuri della vicenda Maersk sono comunque tanti, a partire dalla trasformazione dell'azienda, per finire alla chiusura e all'abbandono di Gioia Tauro. Per ora soltanto sulla carta, visto che le sue quote nel capitale sociale della Medcenter rimangono tali. Un cammino comune, quello percorso con la società terminalista: adesso entrambi si dirigono a braccetto verso il porto di La Spezia, dove l'intenzione del gruppo Contship Italia (che controlla a Gioia Mct) è di investire, e dove proprio in queste ultime ore la stessa Maersk ha deciso di portare le sue navi. Non prima, però, di avere ottenuto grossi incentivi a Gioia Tauro, grazie allo sfruttamento delle agevolazioni delle tasse di ancoraggio, azzerate dall'Autorità portuale.
A questo proposito mercoledì la vicenda sarà affrontata dal comitato portuale che tra i dieci punti all'ordine del giorno tratterà anche della revoca dei benefici usufruiti proprio dal colosso danese Ap Moller. Nell'assise presieduta dal presidente Giovanni Grimaldi, tra le questioni di maggiore interesse, figurano il piano triennale delle opere pubbliche e la vicenda del capannone industriale nell'area dell'Isotta Fraschini da concedersi alla Medtec, dopo aver ottenuto il via libera alla costruzione da parte degli enti interessati.
In tutto questo contesto ingarbugliato, fatto più di ombre che di luci, sul futuro del Porto la settimana si apre con un incontro annunciato dal presidente della Provincia Giuseppe Raffa a Roma nella sede del ministero dello Sviluppo economico. Incontro a cui non prenderanno parte i tre sindaci dell'area del Porto, che continuano ad essere spettatori degli accadimenti che si abbattono su Gioia Tauro. Le partite, quelle importanti si giocano sempre fuori casa: qui arrivano solo i risultati finali, belli o brutti che siano.
Quello che, invece, si celebra nelle stanze della Medcenter, è la sfida più dolorosa per il territorio: la crisi del lavoro. Questa è la settimana che conclude il primo trimestre di cassa integrazione. A partire da novembre dovrebbe entrare in funzione il terzo parametro contenuto nell'accordo siglato a fine luglio tra i sindacati confederali e l'azienda Mct: il merito. Arrivano i primi voti per i lavoratori, che hanno risposto con un abbassamento al minimo dell'assenteismo e con rese molto elevate. I sindacati già nella scorsa settimana hanno incontrato rappresentanti dell'azienda e altre riunioni sono previste a breve. In ogni caso tra poco arriveranno i responsi.
A Roma gli incontri in stanze segrete (forse anche fuori Italia) e le trattative commerciali, mentre a Gioia si discute di crisi del lavoro, creata e sviluppata in loco, ma sospinta anche dalle partite "fuori casa". Così è, se vi pare.

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