Un articolo di Alfonso Naso su "Gazzetta del Sud"
Gioia tauro
La Maersk, prima compagnia mondiale di navigazione, e
socio della Medcenter al Porto di Gioia Tauro, ha abbandonato lo scalo
calabrese nell'agosto scorso, ma a Gioia gli strascichi si avvertono
ancora. È di queste ultime ore un'altra notizia, anzi un interrogativo
che coinvolge gli ex dipendenti: esiste una disparità di trattamento
operata dall'azienda nei loro confronti?
Tutto inizia quando, a seguito dell'impugnativa di
licenziamento, la Servizi Marittimi Internazionali/Maersk ha chiuso le
trattative stragiudizialmente, conciliando dinanzi alla Direzione
provinciale del lavoro il 20 ottobre scorso con alcuni dipendenti,
ovviamente dietro corresponzione di un rispettabile indennizzo. In
quella sede avrebbero chiuso le trattative ricevendo un indennizzo anche
i lavoratori che prima ancora di essere licenziati si erano dimessi.
Uno degli ex dipendenti, però, ricorda che sono rimasti fuori dalle
trattative alcuni lavoratori ai quali non è mai stata fatta alcuna
proposta che consentisse di chiudere in modo pulito le trattative. Per
questo sono già pronti i ricorsi al Tribunale del lavoro.
I lati oscuri della vicenda Maersk sono comunque tanti,
a partire dalla trasformazione dell'azienda, per finire alla chiusura e
all'abbandono di Gioia Tauro. Per ora soltanto sulla carta, visto che
le sue quote nel capitale sociale della Medcenter rimangono tali. Un
cammino comune, quello percorso con la società terminalista: adesso
entrambi si dirigono a braccetto verso il porto di La Spezia, dove
l'intenzione del gruppo Contship Italia (che controlla a Gioia Mct) è di
investire, e dove proprio in queste ultime ore la stessa Maersk ha
deciso di portare le sue navi. Non prima, però, di avere ottenuto
grossi incentivi a Gioia Tauro, grazie allo sfruttamento delle
agevolazioni delle tasse di ancoraggio, azzerate dall'Autorità portuale.
A questo proposito mercoledì la vicenda sarà affrontata
dal comitato portuale che tra i dieci punti all'ordine del giorno
tratterà anche della revoca dei benefici usufruiti proprio dal colosso
danese Ap Moller. Nell'assise presieduta dal presidente Giovanni
Grimaldi, tra le questioni di maggiore interesse, figurano il piano
triennale delle opere pubbliche e la vicenda del capannone industriale
nell'area dell'Isotta Fraschini da concedersi alla Medtec, dopo aver
ottenuto il via libera alla costruzione da parte degli enti interessati.
In tutto questo contesto ingarbugliato, fatto più di
ombre che di luci, sul futuro del Porto la settimana si apre con un
incontro annunciato dal presidente della Provincia Giuseppe Raffa a Roma
nella sede del ministero dello Sviluppo economico. Incontro a cui non
prenderanno parte i tre sindaci dell'area del Porto, che continuano ad
essere spettatori degli accadimenti che si abbattono su Gioia Tauro. Le
partite, quelle importanti si giocano sempre fuori casa: qui arrivano
solo i risultati finali, belli o brutti che siano.
Quello che, invece, si celebra nelle stanze della
Medcenter, è la sfida più dolorosa per il territorio: la crisi del
lavoro. Questa è la settimana che conclude il primo trimestre di cassa
integrazione. A partire da novembre dovrebbe entrare in funzione il
terzo parametro contenuto nell'accordo siglato a fine luglio tra i
sindacati confederali e l'azienda Mct: il merito. Arrivano i primi voti
per i lavoratori, che hanno risposto con un abbassamento al minimo
dell'assenteismo e con rese molto elevate. I sindacati già nella scorsa
settimana hanno incontrato rappresentanti dell'azienda e altre riunioni
sono previste a breve. In ogni caso tra poco arriveranno i responsi.
A Roma gli incontri in stanze segrete (forse anche
fuori Italia) e le trattative commerciali, mentre a Gioia si discute di
crisi del lavoro, creata e sviluppata in loco, ma sospinta anche dalle
partite "fuori casa". Così è, se vi pare.
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mercoledì 26 ottobre 2011
Medcenter, attesa per le "pagelle" Maersk, mercoledì si discute la revoca dei benefici. Lavoratori discriminati?
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